Raduno in Gallura

Non c'è niente da fare, il fascino che la Sardegna esercita sui nostri Campagnoli è ormai un dato di fatto.

Anche quest'anno abbiamo approfittato dei vari "ponti" di calendario fra Aprile e Maggio per ritornare ad abbracciare con gli occhi e a pestare con le nostre gomme le meravigliose terre Sarde, in un appuntamento ormai fisso a cadenza biennale, che non smette mai di riservarci meravigliose sorprese.

Quest'anno a "campo base" è stato eletto il meraviglioso borgo di San Pantaleo, una piccola perla della Gallura incastonata da maestose montagne che al tramonto si illuminano di tutte le sfumature del sole regalando uno spettacolo mozzafiato.

Aperto ufficialmente il raduno sabato 27 Aprile con l'ammassamento dei mezzi a San Pantaleo, dopo l'espletamento delle abituali operazioni, baci, abbracci, caffè e convenevoli siamo partiti in colonna in direzione del Parco del Limbara. Abbiamo attraversato le terre lussureggianti dell'entroterra Galluerese, per addentrarci lungo una bellissima strada panoramica, contornata da una vegetazione meravigliosamente colorata e profumata, fino ai 742 mslm della Vedetta di Punta Casteddu, un luogo davvero magnifico da cui è possibile abbracciare con un unico sguardo la Costa Smeralda, il Golfo di Olbia, il centro della Sardegna, l'isola di Tavolara e l'arcipelago della Maddalena. Una cartolina in 3D indimenticabile. Da qui siamo ridiscesi fino ad un'area attrezzata dai volontari della protezione civile che ci hanno accolto con una batteria di porcellini in cottura e una tavolata di meravigliose prelibatezze sarde. E i nostri hanno fatto davvero il massimo per rendere onore a tanta magnificenza. Davvero un arduo compito.

Sazi e satolli siamo rimontati sulle nostre Campagnole per un altro bel giro, che con calma e tranquillità ci ha riportato a San Pantaleo, dove abbiamo trascorso una piacevolissima serata fra l'aperitivo servito in piazza, allietato dall'esibizione del gruppo folk e una deliziosa cena gallurese organizzata dai volontari del centro culturale di San Pantaleo.

Una prima giornata davvero perfetta.

Domenica 28 dopo il consueto ritrovo da San Pantaleo siamo partiti questa volta in direzione del Monte Nieddu, un'alta montagna di granito (970 mslm a Punta Magghjori) che regala un ambiente montano ricco di picchi rocciosi, aspri canali e fiumi molto frequentati dagli appassionati di canyoing. Uno dei più famosi è il Rio Pitrisconi, una gola incastonata tra le montagne di Padru e San Teodoro, famoso per le sue cascate e le freschissime piscine naturali dove nei mesi di bassa stagione è anche possibile fare il bagno. Dopo un bel percorso su una ripida ma molto ben tenuta carrareccia arriviamo allo Stazzu Pitrisconi dove lasciamo le Campagnole per addentrarci per un breve percorso a piedi lungo il sentiero che porta alle naturali e suggestive cascate.

Rientrati alle auto ci dirigiamo verso Vedetta Paladimonti, il punto panoramico più accessibile del Monte Nieddu, dal quale è possibile ammirare a perdita d'occhio la costa di San Teodoro e tutta l'area marina protetta. Qui approfittiamo anche per fare un'ultima merenda corroborante di metà mattina a base di pecorino sardo.

Ci dirigiamo quindi verso Cala Sassari a Golfo Aranci dove in un bellissimo ristorantino sulla spiaggia è stato preparato per noi un delizioso pranzo a base di ottimo pesce. La giornata ventosa ci regala un mare cristallino ed un cielo blu cobalto, un silenzioso invito che ci regala la Sardegna per ritornare presto ad ammirare tutta la sua naturale bellezza.

Di seguito una piccola gallery