I campagnoli laziali, grazie all’organizzazione dell'amico Carlo Caterpillar,  si sono ritrovati dopo le ferie estive per visitare il bellissimo museo di Piana delle Orme nei pressi di Latina.

Appuntamento sabato 17 ottobre di buon mattino, al casello di Valmontone, caffe, cornetto e via verso Latina percorrendo la via Appia.

Arrivo verso le 10 e ricongiungimento con gli amici che venivano da più lontano come Lupo Cattivo e Gianlucaclem partiti all’alba da Teramo.

Allineiamo le macchine nel parcheggio dove, per la prima volta, è presente la 1107 di Roby58 fresca di immatricolazione.

Il grande museo, dedicato al Novecento, rappresenta un viaggio attraverso 50 anni di storia italiana.

I  grandi capannoni contengono una collezione incredibile di mezzi ed attrezzature raccolti da Mariano De Pasquale nel corso della sua vita.

La mattina è stata riservata alla sezione dedicata alle tradizioni e la cultura della civiltà contadina, ed alle grandi opere di bonifica.

Siamo rimasti sorpresi nell’ammirare i tanti trattori e mezzi esposti e l’enorme quantità di oggetti, utensili e macchinari di tutti i tipi e dimensioni esposti sotto forma di ricostruzioni di lavori di bonifica o di vita nei campi

Il pranzo è stato organizzato presso il ristorante del museo dove abbiamo assaggiato piatti semplici ma genuini.

Dopo pranzo, visita alla seconda sezione del museo dedicata al periodo bellico della seconda guerra mondiale.

La collezione di mezzi è incredibile così come la storia italiana narrata, che ripercorre il periodo dalla battaglia di El Alamein fino alla quella di Cassino, passando per lo sbarco in Sicilia e quello di Anzio.

Inutile descrivere le facce dei partecipanti impressionati dalla moltitudine di mezzi perfettamente restaurati o conservati, le foto parlano da sole.

Prima di lasciarci però una piccola merenda pomeridiana era di rigore e quindi via a tagliare formaggio sul cofano della campagnola di Caterpillar accompagnato da porchetta e un buon bicchiere di rosso.

Infine foto ricordo con le campagnole che per una volta tornano a casa pulite come sono partite.

Come dice l’amico Pollacchino, le nostre ormai non sono più gitarelle , ma per me delle vere e proprie cure terapiche. Contro lo stress, contro la monotonia di tutti i giorni non c'è di meglio di un incontro campagnolo.

Un grazie a tutti i partecipanti.