Dopo averne discusso abbondantemente con Elmeca sulla possibilità di poter realizzare un percorso atto allo svolgimento di un raduno di campagnole nel nostro territorio (poiché lo stesso è aspro e non si adatta facilmente alle nostre signore oramai alla soglia degli ...anta), alla fine ci buttiamo nell’impresa.
Si cercano e si provano vari percorsi puliti da rovi e da fango; ove è necessario si lavora con decespugliatore e “ronca” per aprire varchi e riportare alla quasi normalità tratturi abbandonati per non graffiare le vernici e far si che il percorso fosse alla portata di tutti e che il divertimento fosse abbinato alla bravura dei piloti e alle caratteristiche dei veicoli.

Finalmente tutto è pronto: la data c’è, il percorso pure mancano solo i partecipanti……

Dopo un lavoro pubblicitario tra gli iscritti e non al club tutti sono informati che dal giorno 24 al 26 settembre il divertimento è assicurato nel massimo rispetto della natura e dei mezzi……….

La mattina del 25, presenti (purtroppo) solo 10 mezzi di cui sette campagnole ma non fa nulla, il morale è comunque alle stelle tant’è vero che anche il tempo ci ha accompagnato con una bella…………pioggerellina per tutta la giornata (una di quelle che ti bagna fino alle ossa ma che comunque non ti fa aprire l’ombrello perché tanto piove fino fino….).-

Si parte dopo un piccolo tratto d’asfalto per uscire dal paese ci inoltriamo in un campo (all’uscita dello stesso eravamo in 9!!!!!!) un amico ha fatto retro front- non se la sentiva di sporcare la sua campa – peccato- ma comunque si va avanti;

Ci s’inoltra in una discesa da II° ridotta con le 4 motrici anche in virtù della platina di fango formatasi sul terreno a causa dalla famosa pioggerellina!!!

Dopo aver attraversato un bell’uliveto e aver affrontato di petto un salitone sempre da II° ridotta sull’erbetta, finalmente si ritrova un po’ di asfalto, dove è d’obbligo una prima veloce sosta per avviare i primi commenti su come e perché qualcuno ha avuto delle difficoltà nel salire o superare qualche dosso dopodiché  altro tratturo di media difficoltà poi…….nebbia fitta; sembra oramai di essere in pieno gennaio/febbraio…..

Porca miseria anche il tempo sta cercando di boicottare i nostri sacrifici ma si va avanti comunque…….

Finalmente ci siamo inizia il bello siamo arrivati al fiume Tammaro;

Un primo guado, un secondo poi un terzo, il fiume è risalito e attraversato per vari km ove tutti i partecipanti si divertono un mondo poi, un ultimo tratto da “scardina-ossa” nel letto secco del fiume e si risale fino a ritrovare l’asfalto dove SORPRESA!!!

Un furgone di un amico paninaro distribuisce porchette – salsicce – ed arrosti a volontà, il tutto innaffiato da birra che purtroppo non da il meglio per via della oramai monotona pioggerellina (almeno la nebbia si è dileguata).-

A questo punto dopo la foto di rito con il mega striscione di “MONDO CAMPAGNOLA”, gli amici ranucci e caterpillar ci salutano devono rientrare a Roma per impegni impellenti e, l’oramai “gruppetto” a pancia piena, continua il giro programmato ancora seguendo il fiume Tammaro fino ad arrivare al “parco giochi” (un appezzamento di terreno ove anni addietro veniva prelevato del materiale inerte con le ruspe per effettuare dei riporti di terreno).

Qui si sono scalmanati tutti nel salire e scendere i vari cumuli di terra, provare i twist finanche qualcuno preso dalla foga, pensando di avere una campa- U-boot restava affondato in circa 1,50 cm d’acqua ma tanto ma tanto fango.

Il “sole” finalmente eccolo; il sole e sotto questo debole sole che si esegue una manovra di rimorchio a tre auto per  tentare di riprenderci la campa affondata; La manovra riesce ma il danno è fatto: una crociera posteriore è andata – non fa nulla – si apre l’officina da campo e si toglie l’organo oramai inservibile ed il percorso lo si continua a 2 ruote motrici.

Oramai è quasi notte e qualcuno lamenta la stanchezza ma qualcun altro vuole qualcosa di più impegnativo che fare? Semplice il gruppo si divide in due fazioni: la I fa rientro all’alloggio  e la II è accompagnata al mitico “sabbione” (luogo infame, dove in inverno non passano neanche i trattori per via del fondo limaccioso tipo sabbie mobili e un guado che arriva anche a 1.5 mt d’acqua con un’enorme corrente che trascina via qualsiasi cosa che tenta di attraversarlo da sponda a sponda.)

Divertimento assicurato: auto nel fango fino ai mozzi, dopodiché lavaggio con acqua corrente che arriva all’altezza delle frecce laterali grandi felicita dei piloti (non credo però delle campa!!)
Rientro agli alloggi per doccia obbligatoria dopodiché classica cena “leggera del buon campagnolo” ove tra una portata e l’altra intervallate dai vari bicchieri di buon vino nostrano i commenti scorrono a fiumi (come se fino ad ora di fiumi non c’è ne fossero stati abbastanza!!!) .-

E a questo punto, nell’osservare gli amici a tavola che commentavano positivamente il nostro operato divertiti come bambini il primo giorno di mare, stanchi morti ma con ancora dentro la voglia di parlare della giornata trascorsa, noi abbiamo capito che ci è andata bene, nonostante la pioggia, la nebbia e gli inconvenienti verificatosi (come si sa, ho rimediato un tamponamento  da parte dell’amico canapa) è andata bene anche grazie a loro che hanno partecipato non curanti dei chilometri che ci separano.,-
Un grazie di cuore a tutti